Su Netflix è approdato Lonely Planet, film diretto da Susannah Grant, che porta in scena le due star Laura Dern e Liam Hemsworth, protagoniste di una storia d’amore di cui parleremo in modo approfondito nel corso della nostra recensione in 5 motivi.
La trama del film
La storia si focalizza su Katherine Loewe, una scrittrice di successo over 50 in crisi creativa, che decide di ritirarsi in un remoto villaggio marocchino per cercare l’ispirazione perduta. In realtà, nel villaggio marocchino non è sola, perché è stato allestito un ritrovo per alcuni dei maggiori scrittori di bestseller del momento. La protagonista cerca di rimanere lontana dalla frenesia del ritrovo e della città, rimanendo in solitaria, sperando di ritrovare la voce che le manca.
Ma la mancanza di acqua, una notte in camera sua, causa l’incontro con Owen, un giovane e affascinante imprenditore, presente al ritrovo per accompagnare la sua fidanzata scrittrice. Casualità vorrà che i due si ritroveranno insieme a fare un’escursione da soli, e questo darà il via ad una conoscenza più approfondita, alla fine della quale entrambi comprenderanno di provare per l’altro qualcosa. Non mancheranno, però, imprevisti e difficoltà.

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La recensione del film Lonely Planet in 5 motivi
Un invito ad andare in Marocco
Sullo sfondo (e neppure tanto) di una improbabile storia d’amore, si staglia un vero e proprio viaggio guidato tra le bellezze del Marocco. Tutto il film (tranne il finale) si svolge, infatti, in varie location turistiche, che sembrano quasi richiamare alla mente le famose e omonime guide di viaggio. Che sia un caso o meno, fatto sta che le location esotiche del film appaiono non solo fin troppo ‘chiamate’ ai fini del racconto, ma quasi una pubblicità per invitare lo spettatore ad acquistare un biglietto per trovare lì l’amore come i protagonisti.
un fiume di clichè
Senza entrare nel merito della storia d’amore, che funziona anche bene se rapportata al pubblico alla quale è destinata, non possiamo negare che Lonely Planet sia un film pieno di cliché. Dalla storia d’amore tra la donna matura e ricca e l’affascinante ragazzo giovane, fino all’incontro di notte sotto le stelle in solitaria. Per non parlare dell’escursione, guarda caso, solo per due. Tutto (o quasi) è prevedibile, già visto, e va come ci si aspetta. Non c’è dramma, non c’è sorpresa e c’è ben poca verità in questo romance.
Una storia d’amore che si vede (solo) nei film
E arriviamo così al terzo motivo della nostra recensione del film Lonely Planet. Sì, perché le situazioni in cui Katherine e Owen si conoscono e iniziano a frequentarsi sono improbabili, soprattutto se si pensa alle circostanze in cui la storia si sviluppa. Tutto, poi, è così perfetto e patinato (a partire dalle location), e l’evoluzione del loro rapporto – che in pochi giorni diventa amore – è così irreale da farci storcere il naso in più di un’occasione.
Un punto a favore
Il che è un peccato, perché Laura Dern e Liam Hemsworth non sono male nei loro rispettivi ruoli. Ognuno incarna perfettamente il personaggio – lei donna fredda e indipendente, il cui unico scopo e rispettare il termine del suo libro; lui bellissimo ma messo da parte dalla fidanzata e, dunque, in cerca d’amore. C’è anche chimica tra i due attori, ma non basta a superare le evidenti problematiche della pellicola.
Un finale sconcertante
Dulcis (e mica tanto) in fondo, il finale fa ancora peggio, lasciandoci sconcertati. Non si sa come, dal Marocco siamo a New York in un tempo indefinito. Non è chiaro quanto tempo sia passato dalla fine del viaggio, né cosa sia realmente accaduto tra loro. Fatto sta che ciò che accade nelle ultime scene appare surreale, frettoloso e senza un senso.
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Vale la pena vedere il film?
È chiaro che il film di Netflix Lonely Planet non è per chi ha la pretesa di avventurarsi in una storia d’amore mozzafiato e non scontata. Se invece volete godervi un film romantico con age gap, location esotiche e senza pretese, chi siamo noi per dirvi no?
Immagini nell’articolo dai poster del film.









