Romeo è Giulietta, la recensione del film con Pilar Fogliati in 5 motivi

Rosanna Donato

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Romeo è Giulietta recensione film Pilar Fogliati

Dal 14 febbraio 2024 è al cinema Romeo è Giulietta, il film diretto da Giovanni Veronesi con protagonista Pilar Fogliati, di cui vi proponiamo la recensione in 5 motivi. È un film che usa l’espediente del teatro, a partire dall’opera Romeo e Giulietta di William Shakespeare, per parlare di amore, delle difficoltà della vita e della ricerca di sé stessi e del proprio posto nel mondo tra equivoci, bugie e coincidenze spesso efficaci e mai forzati.

La storia segue una giovane donna (Pilar Fogliati) che sogna di diventare una grande attrice: peccato che la sua carriera sia già terminata a causa di un evento passato. In realtà non è ancora finita: quando la giovane attrice Vittoria scopre che il cinico regista Federico Landi Porrini sta facendo i provini per il ruolo di Giulietta, la donna si presenta al Teatro dove sarà rappresentata la tragedia di William Shakespeare, ma non tutto va come previsto.

Umiliata dal celebre regista, la giovane prende sul personale le sue parole e decide di ritentare sotto falsa identità per dimostrargli tutto il suo talento. Vittoria diventa quindi Otto Novembre e si presenta al provino come Romeo, ottenendo la parte. Ora deve interpretare un uomo a tempo pieno e non è sicura di farcela, ma ad aiutarla c’è l’amica truccatrice impersonata da una magnifica Geppi Cucciari, alla quale sono affidate gran parte delle battute più esilaranti. La situazione si complica ulteriormente quando il suo fidanzato è chiamato a sostituire in attore per il ruolo di Mercuzio. Il cast include anche Sergio Castellitto, Margherita Buy, Domenico Diele, Alessandro Haber e Serena de Ferrari (Mare Fuori). Il film è distribuito da Vision Distribution.

Romeo è Giulietta, la recensione del film in 5 motivi

La comicità intelligente

Nell’immaginario collettivo dei giovani i film italiani, solo perché tali, sono tutti inguardabili. Negli ultimi anni abbiamo avuto poche (ma buone) conferme del contrario, e ora ne è arrivata un’altra: Romeo è Giulietta. Ci sono diversi motivi che ci spingono a fare questa considerazione, nonostante il rimando a film come e uno di questi è sicuramente la comicità intelligente che mai viene a perdersi nella commedia di San Valentino e si mescola perfettamente con momenti più profondi che toccano una serie di tematiche moderne e universali. Dialoghi che spesso si basano sul politicamente scorretto e meravigliano per quanto taglienti, spiazzanti e inaspettati – ricordiamo che la sceneggiatura è firmata dalla Fogliati, Veronesi e Nicola Baldoni – e situazioni che ti tengono incollato allo schermo e che spesso sono il punto di inizio per qualcosa di altrettanto imprevedibile.

Presente e passato

In Romeo è Giulietta l’attualità e la modernità si intersecano perfettamente con il mondo del Teatro e l’ormai “superato” regista Federico Landi Porrini, dando vita a un’importante riflessione sulla necessità, soprattutto al giorno d’oggi, di scendere a patti per portare avanti una produzione, in particolare quando non c’è abbastanza budget per finanziarla.

Così il mondo social, quello degli influencer e dei reality show come il Grande Fratello, entrano in contatto – tramite la figura stereotipata di Gemma (Serena de Ferrari), fidanzata tra l’altro con un calciatore famoso – con un’arte antica come il teatro. Da qui iniziano i contrasti tra le due realtà, un po’ perché per Federico accettare un compromesso del genere, rinunciando al vero talento per attirare il pubblico in sala, è impensabile, un po’ perché la sua visione delle cose e il suo modo di relazionarsi con esse sono differenti da quelli di Gemma – immersa tra i selfie con i fan e fotografie volte a promuovere la sua immagine – e del suo “Socialman” (il manager) al passo con i tempi.

Peccato che a questo aspetto, seppure stimolante, non venga dato il giusto spazio, limitando il tutto a un paio di scene e nulla di più. Invece poteva essere interessante insistere sullo scontro tra due realtà così lontane che nel film mantengono una propria identità, avvicinando l’antico al moderno.

L’interpretazione di Sergio Castellitto e Pilar Fogliati

Inutile girarci intorno: al di là di quanto già detto nella recensione di Romeo è Giulietta, è bene dire che la forza del film di Veronesi sta nell’interpretazione di tutti i suoi attori, nessuno escluso, in particolar modo di quella dei due protagonisti: Sergio Castellitto nel ruolo del regista Federico Landi Porrini e Pilar Fogliati in quello di Vittoria Mengoni, ancora una volta dimostratasi all’altezza della situazione e perfettamente in grado di seguire i tempi della narrazione e trasformarsi in qualsiasi figura lei voglia senza scivolare nei cliché.

D’altronde già in Romantiche aveva dato grande prova di sé per quanto riguarda il trasformismo, interpretando egregiamente 3 donne provenienti da altrettante zone di Roma ma di indole diversa, con tanto di accento romano distinguibile in base al quartiere in cui vivono. Non è mica cosa da poco, ma anche qui l’attrice comica non delude le aspettative.

Anche Sergio Castellitto interpreta con grande maestria un personaggio fuori dal coro di questi tempi, forse il migliore a lui affidato negli ultimi anni, tornando a mostrare il suo innato talento dopo alcune prove d’attore non all’altezza del suo potenziale. Il cinismo di Federico viene fuori sempre e in un modo così potente – la serietà con cui esprime il suo disprezzo è straordinaria – da lasciare senza parole non solo il personaggio con cui interagisce sullo schermo, ma anche lo stesso spettatore. Chapeau.

Un posto nel mondo grazie al “caso”

Sono personaggi che ricercano il proprio spazio nel mondo quelli portati in scena da Giovanni Veronesi: Vittoria sta cercando un lavoro che le permetta di esaudire il sogno di diventare una grande attrice, Federico vuole trovare l’idea geniale e terminare la sua carriera mettendo in scena qualcosa di significativo, nonostante abbia perso la sua creatività. È proprio il loro incontro a cambiare le sorti di entrambi ed è la scena finale (dello spettacolo ma anche del film stesso) che dice davvero tutto ciò che serve per concludere la storia nel miglior modo possibile senza lasciare spazio a fraintendimenti.

Abbiamo preso in esame i due protagonisti, ma in realtà anche il fidanzato della donna, interpretato da un credibile Domenico Diele, è alla ricerca di sé stesso quanto gli altri personaggi: un rider che vuole diventare attore e ci riesce per un fortuito caso del destino. Nella commedia di Veronesi infatti la fortuna gioca un ruolo rilevante, anche visto che senza di essa l’amica truccatrice non avrebbe mai aiutato Vittoria a trasformarsi in un uomo, ed è bellissimo vedere come i vari eventi si incastrino senza grosse difficoltà. E poi il fidanzato di Federico, omosessuale dichiarato, che dopo un momento di crisi capisce con chi vuole davvero affrontare i problemi della vita.

L’amore a San Valentino

Romeo è Giulietta ci parla dell’amore in tutte le sue forme e sfumature, e lo fa sia all’interno delle quattro mura del teatro, dove si svolge gran parte della storia e tutto nasce e si conclude, che all’esterno, luogo di riflessioni e chiarimenti. Tra i sentimenti più profondi c’è quello che unisce Vittoria e Rocco, entrambi trentenni e attori che vogliono emergere e hanno difficoltà economiche.

Una coppia smarcata dai cliché e credibile quanto quella composta dal regista e Lori, il suo compagno di vita da molti anni. La loro è una relazione in crisi, perché quest’ultimo non si sente considerato abbastanza dal suo uomo, anzi è proprio stanco del suo modo di fare ed essere nei suoi confronti. Ma insieme scopriranno che per un amore vero vale la pena lottare e insieme combatteranno per proteggerlo. Sono entrambi amori genuini e sinceri e dimostrano quanto il sentimento non abbia nulla a che vedere con il genere.

Qualche battuta d’arresto

Nella recensione di Romeo è Giulietta non vi abbiamo ancora parlato di qualche piccola pecca presente nel film che però non toglie nulla alla riuscita del progetto. Per esempio, possiamo dirvi che alcuni temi vengono trattati in maniera superficiale e poi messi da parte senza essere mai ripresi e approfonditi e che il ritmo è a tratti altalenante. Inoltre, la presenza di alcune figure volutamente stereotipate, come quella dell’influencer Gemma (o l’attrice che si presenta al provino con le sue forme in bella mostra), aiuta a cogliere sì le differenze tra ieri e oggi ma a risentirne è la caratterizzazione del personaggio, che non mostra niente più di quanto già sappiamo per quanto riguarda il loro vivere il mondo social, nemmeno l’essenza della persona che si cela dietro a quella maschera da “nuova diva”.

Peccato infine che a Margherita Buy venga affidato un ruolo – la nonna di Vittoria – così piccolo e inconsistente, che pare sconnesso dall’intera storia per quanto poco delineato risulti il suo personaggio e il suo “compito” rispetto agli altri. In realtà, se la figura avesse avuto il giusto spazio nel film, senza forzature di alcun genere, il suo spirito e l’indubbia rilevanza sarebbero emersi in una maniera più cristallina e naturale. L’attrice nella parte è meravigliosa, ma qui ci sembra davvero sprecata.

In conclusione

Come già accennato nelle recensione di Romeo è Giulietta, la forza della commedia resta intatta, perché non sono questi elementi a fare la vera differenza in una storia che vede al centro di tutto il teatro, bensì i dialoghi e l’interpretazione degli attori. È su questi due punti che si erge Romeo è Giulietta, facendosi accompagnare inoltre da una colonna sonora vivace e perfettamente in linea con il ritmo narrativo.

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L’immagine di copertina è tratta dal poster ufficiale di Romeo è Giulietta.