The Fall Guy, la recensione del film con Ryan Gosling in 5 motivi

Redazione 5M

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Dall’1 maggio è al cinema The Fall Guy, l’ultima fatica di David Leitch con protagonisti Ryan Gosling, nei panni dello stuntman Colt, ed Emily Blunt, nel ruolo di Jody, assistente alla regia alle prese con la sua prima pellicola da regista, di cui vi proponiamo la recensione in 5 motivi.

La sinossi ufficiale recita: “Mentre la spietata produttrice del film (Hannah Waddingham) tenta di mantenere segreta la notizia della scomparsa della star Tom Ryder (Aaron Taylor-Johnson), Colt (Ryan Gosling) si cimenta nei suoi stunts più acrobatici mentre cerca (con scarso successo) di rientrare nelle grazie della regista del film “Metalstorm” Jody (Emily Blunt). Ma quando il mistero attorno alla sparizione della star si infittisce, Colt si troverà invischiato in un sinistro complotto che lo spingerà sull’orlo di una caduta più pericolosa di qualsiasi acrobazia abbia mai tentato”.

La recensione del film The Fall Guy in 5 motivi

Una storia dai risvolti prevedibili ma spettacolare

Nella recensione di The Fall Guy partiamo col dire che lo sviluppo della narrazione è molto prevedibile e lo diventa sempre più man mano che gli eventi si susseguono. Le carte in tavola per creare un prodotto più originale c’erano tutte, ma il regista ha preferito dare maggior risalto alle acrobazie e alle difficoltà dello stuntman, mostrandone anche il lato umano, e concentrarsi meno sui risvolti noir della trama principale, anche se la sceneggiatura, per quanto riguarda i dialoghi, è piena di idee brillanti. Una scelta che infatti non incide sulla riuscita del film, perché in The Fall Guy sono altri gli aspetti che lo rendono potente a più livelli: uno di questi è la volontà di scrutare a fondo nell’animo umano, riuscendoci perfettamente e sfatando il mito dell’uomo che non deve chiedere mai.

Ma la componente più importante del film è l’azione, messa in scena con una padronanza degli strumenti e del linguaggio cinematografico che affascina e conquista, a partire dai piani sequenza spettacolari che David Leitch cura nei dettagli.

Un omaggio agli stuntman

Il film è un omaggio al mondo degli stuntman in ogni sua sfaccettatura – dall’azione sul set alla vita al di fuori del lavoro – e sottolinea l’importanza che queste figure hanno nel mondo del cinema – nonostante nella grande macchina di Hollywood non vengano prese minimamente in considerazione – e il grande coraggio di cui sono provvisti tra salti nel vuoto, corpi in fiamme, auto cappottate, tutte situazioni che il regista, ex stuntman di professione, conosce bene, riuscendo a renderle, con grande naturalezza, parte integrante del racconto, senza che il risultato finale risulti frammentario e il ritmo serrato vada a perdersi nel tempo.

È un film che mostra ferite fisiche ed emotive, ma non manca di divertire il pubblico con una buona dose di umorismo, usato anche per prendersi gioco dell’industria cinematografica che allo stesso tempo il regista celebra. Dalle reazioni ad alcuni eventi, spesso esilaranti già di per sé (sorprende che più questi momenti sono assurdi e più funzionano per quanto affrontati in maniera intelligente), dall’evolversi delle scene action, e da battute brillanti derivano le risate migliori.

Il lato umano

Come già accennato nella recensione di The Fall Guy, il regista non si accontenta della superficie. In questo caso vuole andare in profondità, creare atmosfera e immergere gli spettatori in quello che è il lato umano dei suoi protagonisti, a partire dal personaggio di Ryan Gosling, caratterizzato benissimo quanto la Jody di Emily Blunt e il Tom Ryder di Aaron Taylor-Johnson, tra gli altri.

E il regista fa tutto ciò nel migliore dei modi, mettendo in evidenza in particolare le debolezze di Colt, che si vergogna talmente tanto del suo fallimento da sacrificare tutto ciò a cui tiene di più: lavoro e amore. La felicità non vale più di ogni altra cosa? Forse Colt lo capirà con il tempo, ma mostrarsi deboli davanti alla persona amata non è cosa facile, soprattutto quando si crede di essere indistruttibili e si cade così a fondo che il pollice in su, quello che gli stuntman usano per far capire che è tutto a posto dopo una scena d’azione, non esiste più.

Torniamo quindi ai temi dell’incomunicabilità e dell’importanza di rialzarsi sempre e di credere in sé stessi, presenti in molte pellicole essendo tematiche sempre attuali e universali, qui esposte in maniera delicata e profonda tra una scena d’azione e l’altra, come a fare da cornice al giallo e al ruolo degli stuntman, registi, attori e produttori nel cinema.

Citazioni dal grande schermo

Non solo una regia di alto livello, ma anche tante citazioni cinematografiche esaltanti, a partire da Mad Max: Fury Road. Nel film, infatti, i personaggi stanno girando l’action movie “Metalstorm”, ambientato nel deserto, dove fotografia e inquadrature ricordano sequenze del film di George Miller, con tanto di auto in corsa. Il film rimanda (e prende in giro) a Dune di Denis Villeneuve, almeno per quanto riguarda la colonna sonora di “Metalstorm” e i vestiti degli alieni che ricordano quelli dei Fremen.

E poi sono presenti frasi e/o situazioni prese da Rocky, Fast & Furious e L’ultimo dei Mohicani, tra gli altri film. Non dimentichiamoci inoltre di alcuni camei imperdibili che riportano lo spettatore alla serie TV – Professione Pericolo – da cui The Fall Guy è tratto. Insomma, tutto ci trasporta nel magico mondo del grande schermo, dal presente – il set dei film di Leicth e di Jody Moreno – al passato, con citazioni che messe lì, in quelle determinate sequenze, hanno senso e valore. Anche la colonna sonora – scelta ad hoc con brani di Taylor Swift (per le pene d’amore di Colt) e Jon Bon Jovi (rimanda a Mad Max: Fury Road e Miami Vice), tra gli altri – è travolgente e segue la linea spericolata ed estrema, come le peripezie degli stuntman nel film, che caratterizza la pellicola.

Ryan Gosling ed Emily Blunt

Nella recensione di The Fall Guy vi abbiamo parlato della trama prevedibile, ma non vi abbiamo detto che Ryan Gosling ed Emily Blunt sono talmente convincenti nelle loro performance attoriali che tutto il resto passa in secondo piano, e il meglio di sé lo danno proprio nelle scene dedicate al loro rapporto sentimentale, dove inizialmente tutto viene affrontato con cinismo e ironia (all’inizio vige una certa freddezza anche tra i due attori, ma sono i personaggi stessi che devono apparire emotivamente distanti) – qui la Blunt si supera, soprattutto quando sul set dà vita a un confronto con megafono e gli alieni intervengono nella loro vicenda personale.

Successivamente i due protagonisti (perché per noi pure la Blunt, per tutto ciò che regala al film, lo è) emozionano il pubblico con interpretazioni altrettanto credibili, rafforzando quella chimica che in realtà emerge dal primo all’ultimo minuto in ogni inquadratura che li vede insieme. Se Gosling non ha perso la sua autoironia dopo Barbie, accentuandola ancora di più e prendendosi in giro come mai prima d’ora, lo stesso fa Emily Blunt. In questo frangente, però, a sorprendere maggiormente è senza dubbio l’attore.

La mescolanza di generi

Il regista di cinema ne sa e gioca pure con esso e i suoi elementi, per esempio quando Colt e Jody parlano della possibilità di usare lo schermo diviso (il cosiddetto Split screen) per una scena del film “Metalstorm” e Leitch utilizza questa tecnica cinematografica proprio in quel momento sullo schermo. Insomma, tanto meta-cinema e tanti generi mischiati sapientemente, a partire dalla commedia, passando poi per il noir e l’action movie e giungendo infine al genere sentimentale. Ma, lo ribadiamo, il regista punta maggiormente sull’azione e sull’eccesso, almeno per quanto riguarda la messa in scena.

In The Fall Guy, inoltre, notiamo quanto sia sottile il confine tra finzione e realtà, con Tom Ryder (protagonista di “Metalstorm”) che si sente un divo anche fuori dal set e arriva a chiedere al suo attuale stuntman di fare la qualunque per lui durante una festa e Colt che si trova costretto a usare le sue abilità di “cascatore” nella vita “reale”, divenendo tra l’altro la vera star della storia. Altro che Ryder! Questi aspetti citati nella recensione di The Fall Guy sono piccole cose che però, messe assieme, intrattengono e coinvolgono lo spettatore in un’avventura adrenalinica e spassosa di cui sarà difficile fare a meno una volta usciti dalla sala.

Perché vedere il film al cinema

Tutti questi aspetti non possono che portarci a consigliarvi di vedere The Fall Guy al cinema: siamo certi che il modo in cui David Leitch racconta una realtà così ricca di sfumature, anche criticando in parte l’industria cinematografica e toccando argomenti molto inerenti all’attualità senza mai annoiare, vi terrà incollati alla sedia per entrambe le ore di durata. Di certo, inoltre, il grande schermo vi aiuterà a godere appieno delle meravigliose scene d’azione.

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Ricordiamo che il film è al cinema dall’1 maggio distribuito da Universal Pictures International Italy.

L’immagine di copertina è tratta dal poster ufficiale del film The Fall Guy.