Un altro ferragosto, la recensione del film di Paolo Virzì in 5 Motivi

Rosanna Donato

Updated on:

Un altro Ferragosto recensione film

Un altro Ferragosto è il nuovo film di Paolo Virzì, al cinema dal 7 marzo 2024, che riporta le famiglie Molino e Mazzalupi sull’isola di Ventotene, a 28 anni di distanza da Ferie d’agosto, e di cui vi proponiamo la recensione in 5 motivi. La storia si riallaccia subito al passato, in particolare al fatto che nell’estate del 1996 Cecilia Sarcoli (Laura Morante) rimase incinta di Sandro Molino (Silvio Orlando) ed ebbero un figlio, Altiero Molino che oggi ha ventisei anni.

Quest’ultimo è un imprenditore digitale sposato con un fotomodello. Questo Ferragosto lo passeranno sull’amata isola del padre che è molto malato. A loro si uniscono gli amici di una vita che trascorreranno l’ultima estate di Sandro tutti insieme per renderla indimenticabile. Nessuno si aspetta di trovare l’isola in festa per l’imminente matrimonio di Sabry Mazzalupi con il fidanzato Cesare. Sabry, figlia dei bottegai romani Ruggero e Luciana (Paola Tiziana Cruciani), è una celebrità del web e il suo matrimonio è un evento che attira i media e gli arrampicatori sociali. Si ricreano due schieramenti opposti, due facce di un’Italia in ferie che si trova ancora una volta a dover trascorrere un altro Ferragosto insieme…

Nel cast del film, oltre agli attori già citati, sono presenti Sabrina Ferilli, Christian De Sica, Vinicio Marchioni, Rocco Papaleo, Liliana Fiorelli, Lorenzo Balducci, Andrea Carpenzano, Gigio Alberti, Silvio Vannucci, Anna Ferraioli ed Emanuela Fanelli. In scena, seppure in maniera differente, anche i compianti Ennio Fantastichini e Piero Natoli, due degli attori a cui è dedicato il progetto.

Un altro Ferragosto, la recensione in 5 motivi

Ritorno al passato

Come già accennato nell’introduzione della recensione, Un altro Ferragosto riporta in scena le due famiglie protagoniste di Ferie d’Agosto, questa volta più acciaccate dal tempo che passa e alla ricerca di un passato che ormai è ben lontano dalle loro vite (pur restando nella memoria), ma che riecheggia per tutta la durata del film grazie all’uso del bianco e nero e ai riferimenti all’originale, sia scritti – attraverso alcune battute mirate – che visivi, tramite fotografie e flashback di eventi dal primo film. Un’operazione nostalgia che funziona anche perché chi non è più in vita trova il proprio posto in un film ancorato al passato ma rivolto al presente e a quel senso di malinconia per ciò che era e non sarà più, attraverso una fotografia evocativa e battute spiazzanti volte a evidenziare l’amara realtà.

Le tematiche attuali emergono nelle differenze di pensiero

Talvolta le tematiche presenti in un film possono sorprendere lo spettatore per il modo in cui vengono affrontate e prendono vita: qui infatti sono delineate alla perfezione e il merito è soprattutto dell’eccellente interpretazione degli attori, in particolare di Silvio Orlando che trasmette proprio quella nostalgia e impotenza, più con il timbro di voce misurato che tramite l’espressività. Per quanto concerne il punto delle tematiche, non manca il giusto grado di profondità sia quando parliamo di politica, di famiglia e dell’incomunicabilità che a volte si crea tra i componenti di essa e del senso di appartenenza a un luogo (in questo caso Ventotene: ne è un esempio la lotta di Sandro per salvare il muretto), sia di temi ancora più vicini all’oggi, come l’impatto dei social media nella società e il nuovo mestiere di influencer, ma anche l’amore in ogni sua forma.

Un altro Ferragosto, recensione: un cast d’eccezione, ma…

Questa volta è davvero difficile scegliere un interprete tra i tanti attori presenti nel cast, perché sta proprio nell’insieme delle loro performance, unite a una buona sceneggiatura, la vera forza del film. Possiamo dire però che avremmo voluto vedere Christian De Sica in un ruolo diverso, più complesso e serio, come già accaduto in passato e dove l’attore dà il meglio di sé. Ma c’è anche un problema di fondo in questo caso che non sta nella sua interpretazione, perché fa il suo come tutti gli altri, bensì nella poca valorizzazione del personaggio stesso. Diciamo pure che convince maggiormente il personaggio di Emanuela Fanelli, il cui ruolo è piccolo ma molto significativo per capire il pensiero di chi sembra aver perso ogni speranza sul fatto che la vita possa essere meglio di così.

La contrapposizione tra le due famiglie

Dopo 28 anni tornano sul grande schermo due famiglie molto diverse e distanti tra loro per stile di vita, atteggiamento, gusti, pensiero politico, modo di vedere la realtà e viverla e linguaggio. Una contrapposizione che emerge in ogni elemento che compone il film: dalla scrittura dei personaggi e dei dialoghi – in particolare quando assistiamo allo scontro verbale tra le due famiglie -, alla variazione nei toni della fotografia in base al contesto e fino alla colonna sonora che cambia appena l’inquadratura della telecamera passa da una famiglia all’altra. Una scelta che incide sicuramente nella riuscita del film, in grado di avvicinare un po’ tutte le generazioni, strizzando l’occhio anche ai più giovani e in generale al grande pubblico con Italodisco dei The Kolors che torna in più occasioni.

Una scrittura accurata

Uno degli elementi che più colpisce (lo abbiamo già accennato nella recensione di Un altro Ferragosto) è senza dubbio la solida sceneggiatura, curata nei minimi dettagli sia quando c’è da essere drammatici – una prova è il momento in cui Gigio Alberti si trova in spiaggia con Sabrina Ferilli e i loro personaggi ricordano il passato e quella fuga che avrebbe potuto cambiare le loro vite – sia quando c’è la volontà di suscitare un sorriso: che sia amaro o di gioia poco importa, tanto la squadra di sceneggiatori ci regala entrambe le forme in maniera potente e incisiva. In ogni caso il gioco di freddure, ironia, schiettezza e sincerità è spiazzante, e solo pochi scrittori riescono a portare in vita attraverso una penna.

E in questo caso Francesco Bruni, Paolo Virzì e il fratello Carlo puntano tutto su questo genere di battute che si amalgamano bene a dialoghi più riflessivi e monologhi che raccontano una realtà tanto vicina a noi e al pensiero dei più quanto complessa e amara. Possiamo dire che in questo mix di commedia e dramma è evidente lo sguardo intenso e malinconico del regista sulla vita e sul tempo che passa.

Il monologo di Emanuela Fanelli

A tal proposito colpisce in Un altro Ferragosto il monologo di Emanuela Fanelli, interprete di Daniela, ex moglie di Cesare (Vinicio Marchioni) e tra i personaggi nuovi meglio (de)scritti dagli sceneggiatori e recitati, seppure poco valorizzata nella storia. Uno di quei discorsi che non ti aspetti e nascondono in sé un messaggio importante, in questo caso mettendo in luce una profonda rassegnazione per quanto riguarda un possibile cambiamento, sottolineata con le parole: “La vita è ‘na mer*a. Dobbiamo morire tutti e pure male“.

LEGGI ANCHE: ROMEO È GIULIETTA, LA RECENSIONE DEL FILM CON PILAR FOGLIATI IN 5 MOTIVI

Cosa pensate del film di Paolo Virzì? Andrete a vederlo? Ricordiamo che Un altro Ferragosto è al cinema dal 7 marzo ed è distribuito da 01 Distribution.

L’immagine di copertina è tratta dal poster ufficiale del film Un altro Ferragosto.